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La mia traduzione dal testo in russo di Zinaida Gippius
DECLINO
I
Guardo il mare con occhi avidi,
Inceppato alla terra, sulla riva...
Sull’abisso sto — sopra i cieli, —
E non posso salire nel blu.
II
Non so: levarsi o chinarsi,
Manca bravura per la morte né per la vita...
Dio m’è vicino — ma non so pregare,
Vorrei l’amore — e non so amare.
III
Al sole, al sole... le mani... aspiro
E vedo un velo di nubi smorte...
Sento di conoscere il Vero —
E solo per esso non ho parole.
1894.